Leo Guadagno nel 1982, appena laureato in Medicina e Chirurgia, già infermiere presso l'Ospedale di Chiavari, è partito per la Repubblica Centroafricana (RCA).
Ha trascorso due anni nella Missione dei Padri Cappuccini aiutando padre Luca (un medico che, diventato frate, ha dedicato la sua vita all'Ospedale di Bocaranga).
Bocaranga si trova nel nord della RCA, ad 80 Km dal Camerun ed ad 80 Km dal Chad. Lì è stato aperto un Ospedale intitolato a Roberto Molinari, figlio di un medico di Santa Margherita Ligure, venuto a mancare ancora ragazzo.
Sono stati due anni nel villaggio di Bocaranga in cui Leo non si è limitato a fare il medico: ha organizzato dei corsi per preparare alcuni ragazzi ad essere infermieri nei villaggi sperduti in Savana, ha costituito un gruppo di giovani (anche un semplice Reparto di Scouts) ed altre iniziative sulle quali ora soffermarsi risulterebbe superfluo.
Trascorso il tempo, è rientrato in Italia per tornare nuovamente a Chiavari, sua città natale, dove comunque non ha trovato lavoro come medico.
Vinto un concorso pubblico, si è trasferito a Sanremo, città dove ha poi conosciuto Sonia, sua moglie, con cui ha condiviso nel 1991, dopo la cerimonia nuziale e prima del viaggio di nozze, una settimana di servizio di volontariato a Lourdes.
Il motivo di questa puntualizzazione verrà messo in luce in seguito.
Quello non è stato l'unico pellegrinaggio verso quel luogo, sicuramente però il fatto di averlo reso parte integrante del loro incipiente sposalizio, permette a voi lettori di comprendere, almeno in parte, l'importanza di questo luogo e di ciò che esso comporta: il servizio all'Altro.
Nel 1995 è nata la loro unica figlia Fabiola e, nel corso della sua vita, un po' per la loro professione (entrambi medici), un po' per indole propria, si è dimostrata essere da subito particolarmente sensibile al prossimo, con particolare riguardo nei confronti dei “più deboli”. Questo suo aspetto, l'ha portata a sperimentare in prima persona l'esperienza del servizio a Lourdes al punto da farla diventare un rito annuale, non sempre costante, ma pur sempre importante.
Nel 2015 durante l'ultima vacanza di famiglia (si sa, i figli crescendo vanno cercando la propria indipendenza ed i propri spazi) a Bagnères-de-Luchon in Francia, girando tra i monti, sconfinando fin in Spagna, scoprono di trovarsi a solo un'ora e venti minuti circa di macchina da Lourdes.
Decidono di far visita al Santuario, e quella che doveva essere una semplice “scappata”, diventa una tratta percorsa un paio di volte durante la vacanza.
Nel 1995 è nata la loro unica figlia Fabiola e, nel corso della sua vita, un po' per la loro professione (entrambi medici), un po' per indole propria, si è dimostrata essere da subito particolarmente sensibile al prossimo, con particolare riguardo nei confronti dei “più deboli”. Questo suo aspetto, l'ha portata a sperimentare in prima persona l'esperienza del servizio a Lourdes al punto da farla diventare un rito annuale, non sempre costante, ma pur sempre importante.
Nel 2015 durante l'ultima vacanza di famiglia (si sa, i figli crescendo vanno cercando la propria indipendenza ed i propri spazi) a Bagnères-de-Luchon in Francia, girando tra i monti, sconfinando fin in Spagna, scoprono di trovarsi a solo un'ora e venti minuti circa di macchina da Lourdes.
Decidono di far visita al Santuario, e quella che doveva essere una semplice “scappata”, diventa una tratta percorsa un paio di volte durante la vacanza.
Perché?
Ebbene, perché è lì che Fabiola vede per la prima volta Padre Pierre Long_Gnan.
Ebbene, perché è lì che Fabiola vede per la prima volta Padre Pierre Long_Gnan.
Durante la passeggiata verso i cancelli d'uscita, Fabiola fa notare a Sonia la presenza di un signore africano con indosso una sgargiante camicia azzurra con la scritta “Bangui”: curioso che avesse il nome della capitale del Centrafrica, è un posto talmente povero dell'Africa che mai un abitante potrebbe minimamente immaginare di fare un viaggio intercontinentale. Sonia, dopo un breve istante, comprende la singolarità della situazione e si affretta a chiamare Leo: “abbiamo visto un signore africano con una camicia azzurra con scritto Bangui sopra. Sta uscendo dai cancelli laterali, vienici incontro, presto”.
A quel punto, Leo riesce a raggiungerlo e fermarlo.
“Scusami, ma tu sei di Bangui o è solo scritto sulla camicia?”
“Io sono di Bangui! Perché, la conosci?”
“Beh si Bangui la conosco perchè sono stato due anni in Centrafrica, ma più che altro io conosco
Bocaranga, che è a 700 Km da Bangui”
“ehi, ma io sono di Bocaranga! Quando sei venuto giù?”, risponde Pierre.
“Nell'82, mi chiamavano docteur Lion” Pierre spalanca gli occhi...
“ Docteur Lion?! Io sono un ragazzo della missione, avevo 15 anni quando sei venuto nel villaggio! sono il figlio di Bernard, il giardiniere della Missione Cappuccina!”
“Ah sì, Bernard me lo ricordo bene!”
E così, dopo aver presentato anche Sonia e Fabiola, si sono messi a ricordare i tempi passati davanti
ad un caffè.
Parlando del più e del meno si è iniziato a parlare di cosa ancora si potesse fare per aiutare quel Paese messo in quelle condizioni.
Dal colloquio è venuto fuori che per prima cosa la situazione in Centrafrica era quella di uno Stato in continua guerra. Una guerra che si sovrappone anche oggi ad una estrema povertà.
Il Villaggio di Ndjoukou, quello in cui era parroco, conta 18.000 abitanti. Immaginate una città di 18.000 abitanti composta solo da case (capanne) senza un servizio (negozi, bar, ristoranti, farmacie ecc.ecc. ) dove la Scuola non è presente, i bambini, appena possibile, vengono arruolati dalle bande di ribelli...
Padre Pierre chiede di poter realizzare almeno una Scuola materna dove poter far pervenire i bimbi dai 3 ai 6 anni, per iniziare a dar loro una educazione alla fratellanza e per farli riuscire a sognare un futuro.
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